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Perché
adottare “ INVITO AL PIANOFORTE? ” …
Perché è un metodo che “cattura” l’attenzione degli alunni sin dalla
prima lezione in quanto si trovano ad eseguire “canzoncine, con tanto di
titolo” e non “noiosi esercizi anonimi”.
Queste piacevoli “canzoncine” sono esercizi “mascherati” che,
nell’intento dell’Autore, vogliono affrontare le difficoltà progressive
di uno studio “serio” ma con forma “giocata” senza dimenticare l’importanza delle basi tradizionali dello studio dello strumento. Ecco
perché alla fine dei tre corsi si possono già affrontare libri di
media/alta difficoltà utilizzati nei conservatori/licei musicali.
(Precisazione non superflua dal momento che esistono numerosi metodi con
“fumetti” molto belli, dal lato estetico, ma poco incisivi per lo studio
“vero” del pianoforte).
Perché questo metodo sin dal primo corso preparatorio affronta la
tematica della composizione musicale “regalando” al piccolo alunno
l’emozione di sentirsi compositore per un giorno.
Questa novità inserita in un metodo pianistico ha incontrato notevole
interesse negli insegnati che già adottano i miei metodi.
Perché gli esercizi sono accompagnati da piccole, ma essenziali,
spiegazioni di Teoria Musicale
Perché gli esercizi “più noiosi” sono formati da un massimo di 16 misure
(altro punto forte molto gradito dai piccoli pianisti).
Perché questo testo utilizzato insieme al mio metodo “30 PianoSolfeggi“
rende la lezione completa dal punto di vista didattico e facile per
l’allievo che si trova ad avere libri che “dialogano” e uniscono
piacevolmente la teoria alla pratica.
Il metodo è suddiviso in 4 volumi (corso preparatorio e 3 corsi)
In questo primissimo libro si affrontano esercizi sulle cinque note/dita
della mano destra e sulle cinque note/dita della mano sinistra, il
punto, la legatura di valore e cinque esercizi a mani unite.
L’alunno viene anche stimolato a comporre quattro “canzoncine” che da
modo a loro di sentirsi già piccoli compositori.” Il metodo contiene
trenta esercizi elementari. |
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Nei 60 esercizi che compongono questo
“primo livello”, l’alunno si trova ad affrontare argomenti quali: i
colori, la legatura di espressione, le note puntate, gli intervalli
(sino all’intervallo di quinta), le prime scale maggiori e quelle minori
(naturale, armonica e melodica), gli arpeggi, le prime alterazioni ed
altro ancora….” |
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Il
“secondo livello”, oltre che portare avanti lo studio delle scale e
degli arpeggi, affronta esercizi con le note doppie, la prima “tecnica
vera” a cui è stato dato il nome di “Ginnastica del pianista”, arrivano
le prime trascrizioni di melodie popolari come ad esempio “ La morettina
la va alla roggia” o “ Alouette”. Anche gli esercizi “più noiosi”
prendono forma di canzoncina piacevole come l’esempio di in questa. Il
metodo contiene sessantaquattro esercizi progressivi.
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Nel “terzo livello” si trovano tutte le
scale maggiori e minori a “moto contrario”, dirette con gli arpeggi e
altri canti popolari come, ad esempio: “La monferrina”, “La biondina in
gondoleta”, “John Brown”. La ginnastica del pianista si avvicina sempre
più agli esercizi contenuti nei testi classici per studio pianistico
adottati nei conservatori di musica. Chi avrà portato a termine l’intero
metodo, non avrà difficoltà a continuare lo studio per diventare
virtuoso del pianoforte. Gli insegnanti che con la loro professionalità
ogni giorno impartiscono lezioni, troveranno in questo mio metodo la
possibilità di far vivere la musica con la semplicità di cui gli alunni
di giovane età hanno diritto di avere, senza trascurare gli elementi
fondamentali dello studio pianistico. |
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Per contattare l'Editore:
Intras' Edizioni Musicali - Via Del
Liri, 1 - 20138 Milano
Distribuzione Esclusiva: Musical
Service S.r.l.
Via Mecenate, 84 / 15 - 20138
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