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Perché è un metodo di solfeggi dedicato
proprio allo studio del pianoforte.
Perché oltre che solfeggiare, gli esercizi si possono suonare, infatti i
primi dieci esercizi sono scritti sulla posizione “cinque dita mano
destra e cinque dita mano sinistra”. Ottima occasione per l’insegnate di
passare dalla teoria alla pratica interessando il piccolo alunno allo
studio del solfeggio.
Perché ogni esercizio è formato da solo otto/dodici misure dedicate alla
singola difficoltà. Questa “brevità di studio” accontenta l’alunno (che
si ritrova a dover memorizzare poche note), facilita l’insegnante che
riesce a portare avanti un programma di studio non incontrando
l’opposizione dello studente vista la brevità di impegno che si chiede.
Perché ogni esercizio è accompagnato da piccole, ma essenziali,
spiegazioni di Teoria Musicale.
Perché ad ogni esercizio è dedicata una scheda (fotocopiabile per uso
didattico) che permette di memorizzare il nome delle note sotto forma di
gioco o sotto forma di “compito in classe” nel caso il metodo venga
adottato da scuole/insegnanti che dedicano l’ora di solfeggio a più
alunni. |